LAGONEGROMUSICA

associazione AMICI della MUSICA del Lagonegrese

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Duo di chitarre battenti Francesco Loccisano/Marcello De Carolis

Giunto ormai alla trentaseiesima edizione, il “Festival Internazionale della Chitarra”, consueto appuntamento dell’Associazione “Amici della musica del Lagonegrese”, inizia la sua nuova programmazione con un concerto divertente e, a tratti, malinconico.
Francesco Loccisano, da Marina di Gioiosa Ionica e Marcello De Carolis da Potenza, hanno allietato la prima serata del Festival con le loro due chitarre battenti che, man mano, scopriremo avere un legame particolarmente affettivo per e con i due chitarristi.
Il concerto, oltre ad essere stato un concerto tout court, è stata anche l’occasione per conoscere più da vicino uno strumento, la chitarra battente che, con le sue origini antiche risalenti ai primi del XVI secolo, si è sviluppata in tutto il territorio nazionale, successivamente, in Calabria, Campania e Puglia, trovando la propria affermazione. Durante l’intero spettacolo non sono mancate spiegazioni in merito alla bellezza, ai suoni ancestrali e alla ricchezza dello strumento che, in questa serata di apertura delle danze chitarristiche, si è presentato in una formazione ridotta ma efficace.
Il duo inizia il concerto con una composizione di Francesco Loccisano, Solé.
La scaletta subisce una variazione, prontamente annunciata da Marcello De Carolis, e il concerto continua, dopo l’esecuzione di questo primo pezzo.
I brani eseguiti dal duo di chitarre battenti sono tutte composizioni di Francesco Loccisano, ri- arrangiate insieme a Marcello De Carolis. Il risultato è stato piacevolissimo.
La chitarra battente, di per sé già uno strumento ricco e orchestrale, ha trovato, nei costanti dialoghi tra i due chitarristi, un felice binomio dai toni colorati e una sempre crescente armonia, accompagnata anche, se non soprattutto, dalla bella partecipazione di pubblico.
Il secondo brano proposto dal duo, Battente Italiana, sembra quasi voler unire due lemmi che compongono appunto lo strumento. Battente, proveniente da chitarra battente e Italiana, altra denominazione data alla chitarra battente, per contrapporla alla chitarra francese.
Interessante e forse ancor di più coinvolgente è stato il modo in cui le due chitarre hanno instaurato i loro costanti dialoghi. In una serata dalle poche parole, non solo le dita e gli strumenti, ma anche gli sguardi, pungenti e sorridenti al contempo, hanno avuto molta voce in capitolo per la buona riuscita di uno spettacolo che, fin dalle prime note, ha tenuto tutti con il fiato sospeso.
La collaborazione tra Loccisano e De Carolis, iniziata tre anni fa, ha trovato giustificazione nel terzo pezzo da loro eseguito: Il volo dell’Angelo, ispirato dalla bella esperienza del volo dell’Angelo di Pietrapertosa. Il modo delicato ed esplosivo con cui le due chitarre battenti hanno accompagnato la composizione, ha fatto “volare” i presenti in sala sulle Dolomiti Lucane, in Basilicata, a testimonianza, ancora una volta, di un bel connubio tra musica e anima.
Amico Brozman ha spostato un po’ l’accento su quei toni malinconici sopra anticipati. Il brano, dedicato a Bob Brozman, musicista statunitense scomparso all’età di 59 anni, è stato velato non
solo da una lieve tristezza. In questa occasione, gli occhi di Francesco Loccisano costantemente chiusi, se non in poche occasioni per avere un contatto visivo diretto con il suo compagno di viaggio Marcello De Carolis, hanno dato ancora più impatto ad un pezzo dolce, malinconico ma allo stesso tempo riempitivo di una mancanza che si fa presenza nell’esecuzione di una delle più belle composizioni della serata.
Brozman era un amico e non solo. Loccisano ha voluto sottolineare le sue doti, non solo con il brano a lui dedicato. È stato un artista poliedrico, grande maestro della tecnica slide e abile suonatore di uno strumento, il dobro, meno comunemente noto come chitarra resofonica o “a risuonatore”, un tipo di chitarra inventata negli Stati Uniti d’America alla fine degli anni Venti, da John Dopyera, emigrante slovacco.
Il concerto continua. Loccisano lascia Marcello De Carolis solo con il pubblico e inizia uno dei due monologhi previsti per la serata. Il chitarrista, nel presentare il brano, sottolinea che la composizione in questione, di cui ci è ignoto il titolo, è stata scritta, ma non ancora incisa, da Francesco Loccisano. I dialoghi tra le due chitarre battenti hanno avuto, fino a quel momento, un forte effetto sul pubblico ma i monologhi, e successivamente lo vedremo anche con l’assolo di Loccisano, hanno dato un giusto intervallo a quel connubio perfetto instauratosi.
La sesta composizione, eseguita di nuovo insieme, è stata una danza, da cui anche il titolo
Danza Ionia, contenuta nell’album Battente Italiana.
Ai padri, ha spiegato Francesco Loccisano, è stato scritto per ringraziare tutti quei padri spirituali che lo hanno accompagnato nella costante ricerca di sonorità per la sua chitarra battente. Uno di questi sarà stato sicuramente Sergio Pugliesi, in arte Oliver, liutaio scillese a cui è stata dedicata Scilla. Il brano, oltre a riprendere il mito Omerico, ha voluto ricordare, nei suoni e nei dialoghi tra Loccisano e De Carolis, la cittadina di Scilla (Rc), un comune italiano di circa 5000 anime, bagnato dal Mar Tirreno.
Dopo questa ripresa insieme, dopo aver eseguito tre pezzi fatti di botte e risposte tra i due, Francesco Loccisano ha eseguito un brano scritto per un film documentario del 2016, di Carlos Saura, regista spagnolo, nel quale si mette insieme Spagna e Sud Italia. Il secondo monologo della serata è andato.
Il voler dedicare le composizioni ai liutai è una costante, verrebbe da dire. Il penultimo brano, prima di Via dal tubo (anch’esso contenuto in Battente Italiana), è stato La tarantella di zio Nicola, brano scritto da Nicola De Bonis (liutaio di Bisignano cs) di cui Loccisano ne ha curato la trascrizione per chitarra battente e pubblicato nel suo secondo album “Mastrìa” nel 2013.
Il trentaseiesimo Festival Internazionale della Chitarra, a Lagonegro, non poteva iniziare meglio di così. Due chitarre battenti, battenti per un solo cuore, la passione per la musica.

Luigi Coiro


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